• Home
  • Giuseppe Graziosi

Giuseppe Graziosi

Giuseppe Graziosi nasce il 28 luglio 1982 a Roma, dove vive e lavora. Si diploma presso il Liceo Artistico Alberto Savinio di Roma nel 200. Continua gli studi artistici presso l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma dove consegue il diploma di restauro e conservazione. Ultimati gli studi decide di trasferirsi a Londra dove, una volta entrato in contatto con l’ambiente artistico anglosassone, prosegue il proprio percorso artistico e lavorativo.

Da sempre interessato alla fotografia collabora inoltre con la fotografa Loredana De Nicola.

Tornato in Italia decide di accettare l’incarico di responsabile della Collezione Jacorossi di Roma, relativamente alla valorizzazione, conservazione e restauro delle opere. Grazie a ciò ha la possibilità di lavorare sulle opere dei grandi maestri del ‘900: Depero, Balla, Fontana, Burri, Capogrossi, Boetti, solo per citarne alcuni. Il confronto diretto con produzioni di tale valore sarà un incentivo intellettuale importante che lo porterà a sperimentare senza mai rinunciare al dialogo con il passato.

Nel 2011 viene invitato presso la Galleria Sala1 di Roma per la mostra collettiva “Desidero Ergo Sum”, presentando un lavoro su carta applicata su tavola in teca di plexiglass. L’iconografia consiste nelle impronte inchiostrate dei palmi delle mani e dei piedi disposte in una struttura quadripartita, il cui perimetro è racchiuso in una rete fittissima di “cellule” realizzate a china nera. La base concettuale di questo lavoro risiede nell’idea di proteggere l’effimero e il simbolico come la “traccia”, esattamente come i reliquiari conservano ed esaltano il resto, il frammento.

Nel 2013 vince il concorso “Soggetti Migranti. Dietro le cose le persone”, organizzato dal Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, grazie a “Bjos”. L’opera affronta e propone il dialogo tra uno dei  reperti ospitati dal museo, una testa in arenaria azteca, e alcune pietre di porfido ricoperte da piume di parrocchetto ispirate agli oggetti piumati delle culture precolombiane, realizzate dall’artista.

Nel 2015 partecipa alla rassegna “Storia di un anno”, patrocinata dall’associazione “Nessuno Tocchi Caino”, presso la chiesa di Santa Lucia del Gonfalone di Roma, presentando l’opera “Corpus Domini”. Anche in questo caso l’artista affronta l’idea di mettere in forma l’ideale simbolico: la fusione in piombo di una figurina presepiale raffigurante un agnello dà vita alla dicotomia resurrezione/morte. In senso lato l’allegoria vuole suggerire una stratificazione di senso per indurre lo spettatore ad una riflessione verso l’agnello come promessa di resurrezione in Cristo (inteso come figura positiva/spirituale e non come icona cattolica) ed il  piombo, materiale a cui viene conferito, sin dall’antichità, un valore mortuario.

L’ultima importante esposizione, datata 2016, è “Il Linguaggio Come Scoperta. Nuove forme di libro d’artista nel XXI secolo” presso il MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma. “War”, l’opera presentata, è un lavoro concettuale che indaga la capacità di comprensione della mente umana rispetto ad un numero rappresentativo di un evento, nel caso specifico sinonimo di una tragedia: le vittime della guerra in Iraq tra il 2003 ed il 2007 dove persero la vita 1.221.000 persone. Il libro viene composto da 560 pagine, ognuna delle quali riempita in modo ordinato da croci: attraverso l’ossessiva ripetizione iconica dell’elemento simbolo della morte per il mondo occidente le vittime assumono senso nelle nostre coscienze. Il libro viene accompagnato da altre due opere realizzate a china, matita e normografo.

Opera in concorso


Opera in concorso di Giuseppe Graziosi Maria

Titolo Opera: Maria

Descrizione Opera: china su carta velina applicata su tela in teca di plexiglass, 154,5 x 104,5 x 3,5 cm, 2016

Portfolio


CORPUS DOMINI
Bjos
42