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Barbara Rossi

Barbara Rossi (Parma,1988) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Lavora come fotografa di architettura in Germania. La sua ricerca personale si basa sull’osservazione e l’analisi delle relazioni tra uomo, territorio e tempo. Materiali della sua ricerca sono i segni lasciati dall’uomo sul paesaggio e sul tempo. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia. Ha pubblicato con Mario Adda Editore, domus e Wallpaper*. Ha vinto il premio Movin’Up2016 (MiBACT), SmArt Italy, e StepBeyond (ECF).

Fotografia proposta


Titolo: Changing Landscape

Descrizione: Changing Landscape è una ricerca fotografica che indaga le trasformazioni del paesaggio lungo la costa del Mar Rosso in Egitto.
Riflettendo sul concetto di sviluppo delle città contemporanee Changing Landscape indaga modi e forme in cui l’ambiente natruale e l’ambiente costruito interagiscono tra loro in un paese -l’Egitto- dove l’architettura è da sempre un tramite ideologico, una sorta di geometria sacra le cui forme rimandano alla relazione tra vita terrena e aldilà, i cui elementi comunicano con i sistemi solari e creano una corrispondenza con le stelle e i pianeti, avvicinando l’uomo a una natura superiore e divina. Il punto di partenza, condensato nel concetto di “uomo globale” è rappresentato da quei territori futuri, in divenire, come la costruzione di nuove città nel deserto e le periferie dei grandi centri urbani in cui sono state scattate le immagini, che sono soggetti a nuove interpretazioni e nuovi significati, sia per il singolo individuo che per la collettività. Partendo da queste basi Changing Landscape cerca quindi connessioni tra lo spazio antropizzato e lo spazio dove risiedono le radici, il mito, l’archetipo, creando una dimensione dove l’uno può nutrire l’altro. Usando la linea di confine del Mar Rosso come metafora del cambiamento costante (topograficamente rappresentata da una strada costiera che separa deserto e mare) , ho viaggiato per venti giorni da Suez al confine Sudanese, documentando le trasformazioni in atto e cercando momenti di grazia nella corsa del mondo contemporaneo. Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi al premio Movin’Up indetto da MiBACT e GAI, e al premio Step Beyond della European Cultural Foundation.

Portfolio